La fine di qualcosa senz’altro, verrebbe da pensare (Su Verso La Fine Del Tempo, di John Updike)


Mailer, Updike, Roth, i Grandi Narcisisti che hanno dominato la narrativa americana del dopoguerra, sono ormai senescenti, e senz’altro penseranno che non sia una coincidenza se la prospettiva della loro morte appare accompagnata dall’approssimarsi del nuovo millenio e dalle predizioni della morte del romanzo come lo conosciamo. Dopotutto, quando un solipsista muore, il resto scompare assieme a lui.

Wallace Foster David, Considera L’Aragosta
9788806182250

uomini e scimmie


Nel suo ultimo articolo (febbraio 1892) il professor Garner dice che il linguaggio delle scimmie non è senza significato, ma che esse si scambiano idee. Questo mi sembra pericoloso. Le scimmie potrebbero parimenti concludere che noi, negli articoli delle nostre riviste e nella nostra critica artstica e letteraria, diciamo cose sensate e ci scambiamo effettivamente delle idee.

Samuel Butler, Dizionario dei Luoghi Non Comuni

9789960882998

Estensione del Dominio della Lotta


mrmozorising:hardcorejudas:

Da “Estensione del dominio della lotta” (Prologo) - M. Houellebecq:

[…]In verità non c’è nulla che riesca a impedire il sempre più ravvicinato ritorno di quei momenti in cui la tua solitudine assoluta, la percezione della vacuità universale, il presentimento che la tua esistenza stia approssimandosi a un disastro doloroso e definitivo, si combinano per sprofondarti in uno stato di vera e propria sofferenza.
E tuttavia continui a non aver voglia di morire.

Hai avuto una vita. Ci son stati momenti in cui avevi una vita. Certo, non te ne ricordi più benissimo; ma ad attestarlo restano varie fotografie. Questo succedeva, probabilmente, all’epoca della tua adolescenza, o poco più tardi. Quant’era grande, allora, la tua smania di vivere! L’esistenza ti sembrava ricca di possibilità inedite. Ti vedevi potenziale cantante di musica leggera, ti vedevi in viaggio per il Venezuela.
Ancor più sorprendente, hai avuto un’infanzía. Allora: osserva un bambino di sette anni che gioca coi soldatini sul tappeto del salotto. Ti chiedo di osservarlo attentamente. Dopo a divorzio dei genitori, quel bambino non ha più padre. Vede pochissimo la madre, che occupa una posizione importante in un’azienda di cosmetici. Eppure si balocca coi soldatini, e l’interesse che mostra per queste rappresentazioni del mondo e della guerra sembra molto intenso. Questo bambino, non c’è alcun dubbio, già soffre un po’ di mancanza d’affetto; e tuttavia: quanto sembra interessargli il mondo!

Voi pure, vi siete interessati al mondo. Parlo di tanto tempo fa; però vi prego di provare a ricordare. Il dominio della norma non vi era più sufficiente; non potevate più viverci, nel dominio della norma; e così vi trovaste a dover entrare nel dominio della lotta. Vi chiedo di riandare a quel momento preciso. Risale a molto tempo fa, vero? Rammentate: l’acqua era fredda.
Ecco: siete lontani dalla riva, oh si! come siete lontani dalla riva! A lungo vi siete illusi dell’esistenza di un’altra riva; sbagliando, com’è ormai evidente. Tuttavia continuate a nuotare, e ogni movimento che fate vi avvicina al collasso. Tossite, i vostri polmoni bruciano. l’acqua vi sembra sempre più fredda, e soprattutto sempre più amara. Non siete più tanto giovani. E adesso state per morire. Non è niente. Ci sono qua io. Non vi lascerò cadere. Continuate a leggere.
Ricordatevi, ancora una volta, del vostro ingresso nel dominio della lotta.[…]

Michel Houellebecq, Estensione del Dominio della Lotta

8845247708

Muriel Barbery


Io c’ho L’eleganza del riccio senza averlo ancora letto.

Tu L’hai letto? Se sì, cosa mi consigli. Lo lascio in fondo alla pila o lo tiro un poco su?

Intanto sto leggendo Prigionieri del paradiso di un certo Gass, ed. minimum fax e anche einaudi 1973, molto “originale”. Poi mi aspetta l’ultimo Vargas e poi un mattone cupo dal titolo La veglia della Enright, scrittrice irlandese che ha vinto il booker. E poi non so…

..solo continuerò
io dormirò
mi sveglierò
camminerò
lavorerò
qualche cosa farò
qualche cosa farò
sì qualche cosa farò
qualche cosa di sicuro io farò
piangerò
io piangerò

Muriel Barbery, L’eleganza del Riccio, 8876417966

William H. Gass, Prigionieri del Paradiso, 887521171X

Anne Enright, La Veglia, 8845261727

Fred Vargas, L’Uomo dei Cerchi Azzurri, 8806182315

Stefanel-Zanetti, Ma C’è Qualcosa che Non Scordo: Lucio Battisti, gli anni con Mogol, 8879663704

I cuochi giapponesi che conosco sono diventati maestri nell’arte del pesce crudo solo dopi lunghi anni di apprendistato, durante i quali la cartografia della carne poco a poco di è svelata ai loro occhi in tutta la loro evidenza. È vero che alcuni hanno in sé il talento di sentire al tatto le linee di frattura da seguire per trasformare l’animale offerto in quei sashimi squisiti che gli esperti riescono a estrarre dalle viscere insipide del pesce. Prima di diventare artisti, però, devono domare quel dono innato e imparare che l’istinto da solo non basta: occorrono invece destrezza per tagliare, discernimento per individuare il meglio e carattere per respingere le parti mediocri. Talvolta lo chef Tsuno, il più grande di tutti, da un salmone enorme ricava solo un boccone minuscolo e apparentemente ridicolo. In questo campo, infatti, la prolissità non significa niente, conta solo la perfezione. Un piccolo frammento di materia fresca, sola, nuda, cruda: ecco la perfezione.
Estasi Culinarie, Muriel Barbery
8876418393

I cuochi giapponesi che conosco sono diventati maestri nell’arte del pesce crudo solo dopi lunghi anni di apprendistato, durante i quali la cartografia della carne poco a poco di è svelata ai loro occhi in tutta la loro evidenza. È vero che alcuni hanno in sé il talento di sentire al tatto le linee di frattura da seguire per trasformare l’animale offerto in quei sashimi squisiti che gli esperti riescono a estrarre dalle viscere insipide del pesce. Prima di diventare artisti, però, devono domare quel dono innato e imparare che l’istinto da solo non basta: occorrono invece destrezza per tagliare, discernimento per individuare il meglio e carattere per respingere le parti mediocri. Talvolta lo chef Tsuno, il più grande di tutti, da un salmone enorme ricava solo un boccone minuscolo e apparentemente ridicolo. In questo campo, infatti, la prolissità non significa niente, conta solo la perfezione. Un piccolo frammento di materia fresca, sola, nuda, cruda: ecco la perfezione.

Estasi Culinarie, Muriel Barbery

8876418393

hymn prova, uno due tre, prova.


se ci sono riuscito io……

valima prova


funziona davvero?!